Home > Argomenti vari > I Fratelli Karamazov

I Fratelli Karamazov

Avevo bisogno di un libro leggero per le 30 ore di volo totale che mi aspettavano. Sulle spiagge cubane non avrei avuto neanche un minuto libero per leggere. Avevo bisogno di un libro estivo. Così, quel pomeriggio dei primi di agosto me ne sono andato in libreria e ho preso I Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. "Ah, una lettura estiva!" confermò la commessa e io tutto contento, avevo bisogno di un libro leggero ed estivo e tornai a casa con mille pagine di puro estratto di Russia.
"Mi manca un russone!" ripetevo da tempo, io che ogni tanto me lo inventavo di sana pianta durante i match di improvvisazione teatrale, non avevo mai letto un russone (= romanzone russo tipico) ed era una lacuna che andava colmata. Anna Karenina, L’idiota, Il Dottor Zivago, avevo in testa quattro o cinque titoli, se per primo m’è arrivato questo ci sarà un motivo, no? Non lo so se c’è, sta di fatto che altro che aereo: sul divano, a letto, in bagno, non ho fatto altro ogni giorno che ritagliami mezz’ore per leggere. Avessi trovato una copertina water resistant c’avrei fatto anche il bagno. Sembra incredibile ma nella canicola di Cuba ogni momento era buono per darsi ai Fratelli, mi mettevano persino fresco, bastava che gli altri ritardassero un po’ nel prepararsi a uscire che ero già contento.
Ho scoperto che un russone in quanto tale ti fa entrare completamente dentro nella società russa dell’800, nella mentalità sia sociale che individuale, con quella tendenza a dissipare passioni, a difendere il proprio onore perfino nel momento preciso in cui si sta infangando. Un po’ bambini incapricciosi, di quelli che si intestardiscono per una cosa e tirano fuori una cattiveria innata, ma al primo rimbrottolamento rompono in un pianto sincero e doloroso. Ora raffinati ora sporchi, lucidi ma pazzi, amanti profondi e freddi traditori, magari non in tutti i russoni sarà così ma di sicuro in questo. E’ la forza trainante di tutto. Anche se nei tre fratelli si diversifica, ognuno un carattere diverso, ognuno reazioni completamente opposte di fronte a quel padre che ha pensato bene di depositarli negli angoli più remoti della Russia pur di continuare liberamente a scialacquare il suo patrimonio ottenuto trufficchiando giovanincelle benestani. Insomma, i presupposti per la tragedia in famiglia ci sono tutti. Si, ok, mi ha aiutato anche il saggio di Freud annesso nell’edizione Einaudi dal titolo "Dostoevskij e il parricidio", confesso.
Fatto che sta che dall’inizio alla fine difficilmente prende la voglia di staccarsi dalle pagine. Non viene da lamentarsi per le mille pagine tanto per la quantità, quanto per il fatto che purtroppo non possono essere materialmente bevute in un sorso. In questo Romanzo con la R maiuscola ci si fa prendere da tutto: è una storia d’amore, è un romanzo storico, ma anche un saggio di sociologia, una favola leggera delle bassezze umane, un giallo intricatissimo alla John Grisham con un finale in dubbio fino all’ultimo, e in alcuni tratti è "tagliato" con veri e propri trattati di filosofia e teologia, grazie all’intersecarsi nella storia principale di personaggi importanti, ma anche alle menti acute dei tre fratelli.
Ora smetto di scriverne perchè il brano che batterò qui sotto voglio sceglierlo per bene, e immaginatevi voi quante orecchie avrò fatto in mille pagine così ricche… Speriamo di fare una buona scelta!

Ecco, ne ho trovati due. Tema amore tra uomo e donna, richiesta e concessione del perdono, fede e passione. Due brani diametralmente opposti, lontani anche nella storia. Nel primo brano lo starec Zosima, una specie di "superprete" dei cristiano ortodossi, sta ricevendo una folla venerante che accorre per poter anche solo esser toccata da lui. Scorge tra la gente una donna, e la chiama a sè. Ella confessa che da tre anni è vedova, ed è ogni giorno morsa dalla paura di finire all’inferno perchè quando il marito era in fin di vita quasi le dava sollievo l’idea che morisse, in questo modo sarebbero finite le violenze che subiva da lui, ed è pentita di aver fatto questo pensiero. Lo starec le risponde così:

- Non aver paura di nulla, non aver paura mai, e non ti far prendere dall’angoscia. Basta che il pentimento non ti s’indebolisca dentro, e Dio ti perdonerà tutto. Nel mondo intero non c’è e non ci può essere un peccato tanto grave, che il Signore non lo perdoni a chi se ne pente proprio di cuore. E non è possibile che l’uomo compia un peccato tanto tremendo, che dia fondo all’infinito amore di Dio. Può mai esistere un peccato tale, che sorpassi l’amore di Dio? al pentimento sì, pensaci sempre, ma la paura scacciala via senz’altro. Abbi fede che Dio ti ama così tanto, che tu non puoi neppure immaginartelo: ti ama nonostante il tuo peccato e nel peccato in cui ti trovi. Ma per un peccatore pentito si fa più festa in cielo che per dieci giusti, è stato detto già da tanto tempo. Va’ dunque e non temere. Non ti risentire contro gli altri; se t’offendono non t’adirare. Persona al morto, in cuor tuo, tutto quel che t’ha fatto soffrire: riconcilati con lui sinceramente. Se provi pentimento, vuol dire che ami. E se amerai, tu sarai già di Dio… Con l’amore si acquista tutto, tutto si salva. Se io, che sono al pari di te un uomo peccatore, mi sono commosso sul tuo caso e ho avuto pietà di te, quanto più sarà così di Dio! L’amore è un tesoro così inestimabile, che ci puoi comperare tutto il mondo; e non soltanto i peccati tuoi, ma anche quelli degli altri ne restano ricomperati. Va’ e non temere.

Il secondo è un dialogo tra il primogenito Dmitrij Fedorovic, la testa calda della famiglia, e il terzogenito Aleksej Fedorovic, che esce dal convento solo perchè lo starec Zosima prevede un altro futuro per lui.

- Che Iddio ti guardi, ragazzo mio, dal chieder mai, alla donna che ami, perdono d’una tua colpa! Soprattutto se l’ami, soprattutto allora, comunque tu possa di frontre a lei esser colpevole! Giacchè la donna, fratello, è una cosa che solo il diavolo sa che sia: di esse, se non d’altro, posso dire d’intendermene! Ma non appena t’arrischi a riconoscerti colpevole di fronte a una donna… sai, "ho torto, scusami, perdonami"… allora sì che ti viene tra capo e collo una grandinata di rimproveri! Non sarà mai che ti perdoni in modo schietto e semplice: dovrà avvilirti come uno straccio, mettere in conto anche quello che non c’è mai stato, rinfacciarti ogni cosa, senza lasciarne correre una, e attaccandoti le frange di suo: e solo allora ti perdonerà! E così si comporterà la migliore, la migliore di esse! Andrà a raschiare anche le più piccole scorie e verrà a metter tutto sul capo a te, tanta è (t’assicuro) l’efferatezza che si nasconde in tutte, dalla prima all’ultima, in quest’angiole senza le quali non è possibile vivere!

 

Buona lettura!

 

  1. 8 Ottobre 2008 a 19:09 | #1

    “tanta è (t’assicuro) l’efferatezza che si nasconde in tutte, dalla prima all’ultima, in quest’angiole senza le quali non è possibile vivere!”

    L’unica cosa che mi viene da dire:

    o come ci garba sputare nel piatto dove si mangia!

  2. Il Residente
    8 Ottobre 2008 a 20:25 | #2

    Eheheh… a chi è riferito?

  3. 9 Ottobre 2008 a 19:12 | #3

    A nessuno in particolare, giuro!

    :P

    Credo sia per difesa o a volte per pochezza che lo facciamo.

    Si sputa nel piatto dove c’è garbato mangiare.

    E non se ne può fare a meno, di mangiare.

  4. Il Residente
    9 Ottobre 2008 a 19:46 | #4

    Eh s’ha fame, maremma maiala, parecchia!!

  5. g24
    10 Ottobre 2008 a 9:18 | #5

    …..allora vai un pò a cuba.

  6. g24
    10 Ottobre 2008 a 9:23 | #6

    ma volendo commentare la lettura, sono d’accordo con te: è un romanzo che trasuda “russità” pura da ogni poro.
    E per quanto mi riguarda, la “leggenda del grande inquisitore” è forse una delle pagine più belle della letteratura di tutti i tempi.
    Aspetto con ansia la recensione degli altri 115 libri.

  7. Il Residente
    13 Ottobre 2008 a 0:53 | #7

    Vai, me lo segno come prossimo russone…
    Ora mi metto di buzzo bono

  8. ILLORE
    15 Ottobre 2008 a 9:21 | #8

    [MODALITA' OFF TOPIC - ON]

    Ciao ciccio!!

    Com’è andata a Varese?

  9. Il Residente
    15 Ottobre 2008 a 13:28 | #9

    Bene bene, s’è fatto abbastanza i bravi ragazzi :-)

  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: