L’eternità esiste e la comandiamo noi. Non può essere legata ad un concetto di vita o di morte; troppo semplice, troppo alto e lontano da noi. L’eternità è quel momento preciso in cui ci appare chiara la volontà di non smettere più.
Si dice che la dimensione dell’infinito e dello sconosciuto ci attragga di un fascino pauroso. Invece dietro c’è il sospetto della possibilità, anche piccolissima, che un vuoto enorme sia in realtà pieno di dolcezza e delirio e speranza che magari non troviamo in ciò che abbiamo più vicino.
Io lo voglio vedere, voglio vedere che c’è li dentro. Quel poco che s’è affacciato in quel poco di tempo di quel poco di vita che ci siamo scambiati è solo un colpo di tosse, nasconde una malattia sistemica, parte dal cuore, colpisce lo stomaco, strizza il respiro e arrossa la pelle, distorce le labbra verso altre labbra.
Toglimi ogni dubbio e guardami negli occhi: voglio vedere che succede, voglio vederti dentro, voglio sapere che è vero.
Guardami negli occhi una volta e convincimi che vale la pena non smettere più.