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Tanto per avere un muro dove pisciare i pensieri……………………………………………………………. La vita dura dei blog al tempo di Facebook

Farfugliando queste parole ci si potrebbe svegliare domattina, noi, ventinove/trentesimi della popolazione mondiale che spargiamo fiducia verso il Senatore Baracco Bama. Egli è colui che ci salverà dalla catastrofe. Ma ponendo che tutto questo sia veramente vero, ora è venuto fuori che esiste una sorpresina da ovino Kinder che si chiama Effetto Bradley, un meccanismo pissicologico in base al quale "in un sondaggio preelettorale o in un exit-polls, un numero cospicuo di elettori bianchi si dichiarano favorevoli a votare per un candidato non bianco oppure di essere ancora indecisi, ma che poi, nel momento effettivo di esprimere la preferenza, optano per il candidato bianco (anche se quest’ultimo si allontana dalle loro visioni politiche).

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Che questa sia l’epoca delle cose assurde ormai è chiaro e lampante. Roba tipo far parte della famiglia Forrester che trasferitasi a Dallas fa un incidente con la limousine dei Dinasty e sfonda CentoVetrine. Avevo cominciato a prenderle una per una come si suol dire di buzzo bono, quasi divertito. In mezzo a queste cose assurde ci sono anche sfide impossibili, e io da buon paraculo DOC so bene che le sfide impossibili son migliori di quelle difficili, per un chiaro meccanismo puttano: quasi sicuramente son destinate a fallire, e proprio per questo nessuno te ne può fare una colpa – cazzo sono impossibili! – ma se capita che una la porti a casa allora zittisci la curva e diventi un eroe, anche solo per un minuto.
Così mi sono abbandonato a studiare latino in una stanza con appeso al muro il mio diploma da elettrotecnico, mi sono innamorato del contorno scuro di un’ombra di fumo nascosta nella notte e mi son ridotto a elemosinare carità ai parenti più lontani.
Ora però essermi iscritto all’università a ventisette anni con grassi sacrifici economici e pissicologici, e vedere arrivare come una folata di bora il nuovo ’68 che rischia di farmi pagare l’anno prossimo una retta che vale più di quanto avevo preventivato di spendere in un triennio mi sta piuttosto scoccicchiando, ecco.
Son questi i momenti in cui gradirei non essere cattolico per poter argomentare con le parole più adatte.

E’ la prima volta da quando so scrivere che un sorriso mi toglie la capacità fisica di raccontarlo.
La cosa più assurda è che m’ha tolto anche la capacità di pensare a una qualsiasi altra cosa.
Ed invece di beatificarlo con un intero dizionario di aggettivi e sostantivi coniati per l’occasione,
passo la giornata così…
con un solo pensiero enorme
ed un infinito vuoto di parole.

"Bisogna fare pubblica ammenda, tutti noi dobbiamo farla: ho creduto che alcune frasi dette da alcune persone significassero qualcosa, invece non faremo lezione con i carabinieri schierati in fondo all’aula. Eppure io stesso in quanto studioso sono un amante della semantica, uno strenuo sostenutore della varia interpretabilità delle parole, Dante stesso diceva che ci sono quattro modalità di interpretazione delle parole. Evidentemente il nostro Presidente del Consiglio ama utilizzarli tutti e quattro, quindi dobbiamo umilmente chiedere scusa."

all’incirca discorso introduttivo alla lezione di stamani del mitico prof. Marco Villoresi, ordinario di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Firenze

Mi piace immaginarti.
Ti immagino in ogni modo.
Immagino i motivi per cui ti incazzi più facilmente. Immagino quanto ti piaccia godere dei piacere più semplici della vita. Immagino che tu sappia il fatto tuo e quanta rabbia ti faccia avere a che fare con qualcuno che ancora non se n’è accorto. Immagino che tu voglia di più da questo mondo, immagino quanto sia grande e bello il tuo sogno da realizzare, e quanto sarai bella tu il giorno che ce la farai. Immagino quanto ti senta a tuo agio coi jeans e le scarpe da gEnnastica, e quanto ti piaccia metterti in tiro per un’occasione speciale. Immagino quanto adori il paesaggio attorno a casa tua ma anche quanto desideri crearti una vita lontano. Immagino quanto ti piaccia ridere, e che luce intensa si diffonda nell’aria quando lo fai.
Ti immagino la mattina, una di queste mattine che sanno più di primavera che d’autunno, coi calzettoni bianchi giri in cucina. La pelle quasi pallida, una guancia ancora sdrucita dal lenzuolo ed i capelli un po’ arruffati, magari sbatti una mignolata sullo stipite della porta e con un urlo stretto tra i denti spargi accidenti qua e là, prima di ridacchiare su quanto sei rintronata stamattina.
Ti immagino seduta sulle scale fuori da casa tua, con lo sguardo che attento rincorre le parole nelle pagine di un libro. Lo tieni con una mano, nell’altra hai una pèsca che addenti distrattamente. Un po’ di succo ti scende lungo il polso, lo pulisci strofinandolo alla bocca senza staccare gli occhi dal libro: sembra che quello che leggi sarà fondamentale per la tua vita.
Ti immagino sul divano che te la dormi alla grande. Non succede mai, ma stasera che non hai niente da fare ti abbandoni alla televisione, peccato che il sonno abbia interrotto presto le trasmissioni. Io con due dita ti sistemo un ciuffo di capelli dietro l’orecchio, ti guardo e non riesco a desiderare altro, mi si bagnano gli occhi di una gratitudine sconfinata.
Ti immagino mentre passeggi in una grande città straniera. Hai un cappotto blu lungo abbottonato fino al collo ed una sciarpa di lana colorata, con la mano destra tieni ferma la borsa che hai a tracolla. Ti fermi a prendere uno di quei lunghissimi caffè americani che si vedono nei film, saluti con un sorriso largo come solo i tuoi sorrisi sanno essere e torni a camminare sulla strada, con il passo svelto e la testa alta: sembra proprio che tu viva qui da una vita.
Ti immagino in casa nostra. E’ rustica in ogni angolo come abbiamo sempre voluto. Siamo ancora a lume di candela anche se la luce è tornata, sulla tavola c’è ancora la tovaglia a quadrettoni, i tizzoni sfrigolano ancora nel caminetto mentre io ho preso dalla libreria i Promessi Sposi, e li rileggo infilandoci dettagli assurdi, storpiando i nomi e dialogando con le vocine. Ridiamo, tu batti la testa sul tavolo, ed io non riesco a seguitare dalle risate. Sembriamo fratelli.

Il bello dell’immaginazione è che gli si dà la forma che più ci va. E’ genuina più di ogni altra cosa, non manca di nulla, neanche delle paure che vogliamo scacciare. Ma qualcuno verrà sicuramente a dirmi che avevo a disposizione tutta l’immaginazione possibile, potevo fare meglio. Mi obietterà che come al solito ho dei gusti assurdi, che preferisco i calzettoni bianchi alle autoreggenti e le pesche gocciolanti allo Chanel. A parte che non ci posso fare nulla, mi dispiace più che altro perchè questo qualcuno non ha capito una cosa importante: poterti trovare nei miei pensieri ogni giorno è quanto di più grandioso possa esistere.
Hai mai visto la Gioconda incorniciata con un cartoncino bristol? O incartare un collier di diamanti con un sacchetto della Coop?
Ecco, allo stesso modo tutte le combinazioni di tutte le belle parole che potrei snocciolare qui, ora, non potrebbero valere che un centesimo di quanto è stupenda la possibilità di averti vicina, una volta di più.
Seppure per finta.

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Al contadino non far sapere
quant’è buono il cacio con le pere.

Ma il contadino che non è un coglione
lo sapeva prima del padrone
.

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Avevo bisogno di un libro leggero per le 30 ore di volo totale che mi aspettavano. Sulle spiagge cubane non avrei avuto neanche un minuto libero per leggere. Avevo bisogno di un libro estivo. Così, quel pomeriggio dei primi di agosto me ne sono andato in libreria e ho preso I Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. "Ah, una lettura estiva!" confermò la commessa e io tutto contento, avevo bisogno di un libro leggero ed estivo e tornai a casa con mille pagine di puro estratto di Russia.
"Mi manca un russone!" ripetevo da tempo, io che ogni tanto me lo inventavo di sana pianta durante i match di improvvisazione teatrale, non avevo mai letto un russone (= romanzone russo tipico) ed era una lacuna che andava colmata. Anna Karenina, L’idiota, Il Dottor Zivago, avevo in testa quattro o cinque titoli, se per primo m’è arrivato questo ci sarà un motivo, no? Non lo so se c’è, sta di fatto che altro che aereo: sul divano, a letto, in bagno, non ho fatto altro ogni giorno che ritagliami mezz’ore per leggere. Avessi trovato una copertina water resistant c’avrei fatto anche il bagno. Sembra incredibile ma nella canicola di Cuba ogni momento era buono per darsi ai Fratelli, mi mettevano persino fresco, bastava che gli altri ritardassero un po’ nel prepararsi a uscire che ero già contento.
Ho scoperto che un russone in quanto tale ti fa entrare completamente dentro nella società russa dell’800, nella mentalità sia sociale che individuale, con quella tendenza a dissipare passioni, a difendere il proprio onore perfino nel momento preciso in cui si sta infangando. Un po’ bambini incapricciosi, di quelli che si intestardiscono per una cosa e tirano fuori una cattiveria innata, ma al primo rimbrottolamento rompono in un pianto sincero e doloroso. Ora raffinati ora sporchi, lucidi ma pazzi, amanti profondi e freddi traditori, magari non in tutti i russoni sarà così ma di sicuro in questo. E’ la forza trainante di tutto. Anche se nei tre fratelli si diversifica, ognuno un carattere diverso, ognuno reazioni completamente opposte di fronte a quel padre che ha pensato bene di depositarli negli angoli più remoti della Russia pur di continuare liberamente a scialacquare il suo patrimonio ottenuto trufficchiando giovanincelle benestani. Insomma, i presupposti per la tragedia in famiglia ci sono tutti. Si, ok, mi ha aiutato anche il saggio di Freud annesso nell’edizione Einaudi dal titolo "Dostoevskij e il parricidio", confesso.
Fatto che sta che dall’inizio alla fine difficilmente prende la voglia di staccarsi dalle pagine. Non viene da lamentarsi per le mille pagine tanto per la quantità, quanto per il fatto che purtroppo non possono essere materialmente bevute in un sorso. In questo Romanzo con la R maiuscola ci si fa prendere da tutto: è una storia d’amore, è un romanzo storico, ma anche un saggio di sociologia, una favola leggera delle bassezze umane, un giallo intricatissimo alla John Grisham con un finale in dubbio fino all’ultimo, e in alcuni tratti è "tagliato" con veri e propri trattati di filosofia e teologia, grazie all’intersecarsi nella storia principale di personaggi importanti, ma anche alle menti acute dei tre fratelli.
Ora smetto di scriverne perchè il brano che batterò qui sotto voglio sceglierlo per bene, e immaginatevi voi quante orecchie avrò fatto in mille pagine così ricche… Speriamo di fare una buona scelta!

Ecco, ne ho trovati due. Tema amore tra uomo e donna, richiesta e concessione del perdono, fede e passione. Due brani diametralmente opposti, lontani anche nella storia. Nel primo brano lo starec Zosima, una specie di "superprete" dei cristiano ortodossi, sta ricevendo una folla venerante che accorre per poter anche solo esser toccata da lui. Scorge tra la gente una donna, e la chiama a sè. Ella confessa che da tre anni è vedova, ed è ogni giorno morsa dalla paura di finire all’inferno perchè quando il marito era in fin di vita quasi le dava sollievo l’idea che morisse, in questo modo sarebbero finite le violenze che subiva da lui, ed è pentita di aver fatto questo pensiero. Lo starec le risponde così:

- Non aver paura di nulla, non aver paura mai, e non ti far prendere dall’angoscia. Basta che il pentimento non ti s’indebolisca dentro, e Dio ti perdonerà tutto. Nel mondo intero non c’è e non ci può essere un peccato tanto grave, che il Signore non lo perdoni a chi se ne pente proprio di cuore. E non è possibile che l’uomo compia un peccato tanto tremendo, che dia fondo all’infinito amore di Dio. Può mai esistere un peccato tale, che sorpassi l’amore di Dio? al pentimento sì, pensaci sempre, ma la paura scacciala via senz’altro. Abbi fede che Dio ti ama così tanto, che tu non puoi neppure immaginartelo: ti ama nonostante il tuo peccato e nel peccato in cui ti trovi. Ma per un peccatore pentito si fa più festa in cielo che per dieci giusti, è stato detto già da tanto tempo. Va’ dunque e non temere. Non ti risentire contro gli altri; se t’offendono non t’adirare. Persona al morto, in cuor tuo, tutto quel che t’ha fatto soffrire: riconcilati con lui sinceramente. Se provi pentimento, vuol dire che ami. E se amerai, tu sarai già di Dio… Con l’amore si acquista tutto, tutto si salva. Se io, che sono al pari di te un uomo peccatore, mi sono commosso sul tuo caso e ho avuto pietà di te, quanto più sarà così di Dio! L’amore è un tesoro così inestimabile, che ci puoi comperare tutto il mondo; e non soltanto i peccati tuoi, ma anche quelli degli altri ne restano ricomperati. Va’ e non temere.

Il secondo è un dialogo tra il primogenito Dmitrij Fedorovic, la testa calda della famiglia, e il terzogenito Aleksej Fedorovic, che esce dal convento solo perchè lo starec Zosima prevede un altro futuro per lui.

- Che Iddio ti guardi, ragazzo mio, dal chieder mai, alla donna che ami, perdono d’una tua colpa! Soprattutto se l’ami, soprattutto allora, comunque tu possa di frontre a lei esser colpevole! Giacchè la donna, fratello, è una cosa che solo il diavolo sa che sia: di esse, se non d’altro, posso dire d’intendermene! Ma non appena t’arrischi a riconoscerti colpevole di fronte a una donna… sai, "ho torto, scusami, perdonami"… allora sì che ti viene tra capo e collo una grandinata di rimproveri! Non sarà mai che ti perdoni in modo schietto e semplice: dovrà avvilirti come uno straccio, mettere in conto anche quello che non c’è mai stato, rinfacciarti ogni cosa, senza lasciarne correre una, e attaccandoti le frange di suo: e solo allora ti perdonerà! E così si comporterà la migliore, la migliore di esse! Andrà a raschiare anche le più piccole scorie e verrà a metter tutto sul capo a te, tanta è (t’assicuro) l’efferatezza che si nasconde in tutte, dalla prima all’ultima, in quest’angiole senza le quali non è possibile vivere!

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Ragazzi, si sta per poco davvero…

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E’ un qualcosa di già sentito da queste parti così, a vampate, tanto tempo fa. Ora pare fuori luogo, eppure ha una forza! Ha il sapore un piacere che non ti potresti concedere; tutta la ridicolezza delle cotte alle medie. Non si trovano facilmente parole per descrivere, ma la cosa più difficile è rendersi conto che, per quanto dispiaccia, si basa completamente sul nulla, su dati che oggettivamente per il mondo sono quisquilie, inezie. Neanche un minuto in totale passato a parlare insieme, non c’è stato il tempo necessario per accettare tutti i limiti oggettivi che esistono.
Non ce n’è stato bisogno o non ne ho avuto voglia, più facile che ne abbia avuto paura o vergogna. Scatta la protezione dall’ignoto che lotta con la voglia di andare avanti, di scoprire, di scoprirti, di scoprirmi davanti a te, ma ancora la paura di scoprire magari che è realmente tutta un’illusione, che tu non sei niente di che, e di me non ne parliamo neanche. Eppure… si va avanti. In silenzio. Passano i giorni, si accatastano in mesi, e tutto rimane in silenzio, acquattato; è un rattrappito pagliaccio a molla che attende il giorno in cui una mano aprirà la sua scatola e non desidera altro che la risata di un bambino. Anzi, non ne può proprio concepire l’assenza.

Quindi eccomi qua. Metto quattro mani avanti perchè in fondo scherzo soltanto, perchè giuro che non sono un maniaco, perchè forse in realtà penso ancora ad altre cose, perchè tanto non potrà mai succedere niente, perchè tu sei così tanto ed io così poco! Ma con le mie quattro mani avanti, resto comunque qui, ben eretto sul nulla più totale, e fregandomene mi immagino cose che in un tempo assolutamente indefinito accadranno esattamente nel modo migliore in cui posso immaginarmele e anzi non potrei mai concepire un destino diverso per noi. Così, senza alcun motivo. Solo per averti visto per quarantasette secondi.
Eh ma sentiste come batte questo qui, sapeste come mi addormento bene pensando a quei quarantasette secondi e soprattutto agli improbabili futuri quarantasette anni… ma perchè??
Dove non arriva l’intelletto come sempre arriva la poesia.

Se un fiocco di neve che cade dal cielo diventa ghiacciaio,
se un granello di sabbia portato dal vento diventa deserto.
E se una goccia è il mare
e un abbraccio diventa amore,
è vero che non t’inganni
e scoprirai da te
quanto è grande questo grande mondo.

Grande Mondo, Ivan Graziani

Visto che c’è bisogno di parecchio ottimismo, visto che l’ho risistemato da poco, visto che so che son tutte cazzate ma a guardarlo così fa uno strano effetto: ecco il mio curriculum """artistico""", con tre paia di virgolette.

Formazione

2000
Diploma di perito industriale elettrotecnico all’I.T.I.S di Empoli, I.T.I.S. G.Ferraris Empoli
2000
Corso di avviamento ai Match di Improvvisazione Teatrale, LIF Firenze
2002
Corso di Recitazione a cura di Alberto di Matteo, LIF Firenze
2005
Corso di Recitazione Cinematografica, Scuola di Cinema Immagina Firenze
2008
Immatricolazione al C.d.L. in Storia e Tutela dei Beni Artistici, Università degli Studi di Firenze
 
 
Spettacoli teatrali
 
Novembre 1999
Le Sorprese di Viareggio – commedia in vernacolo fiorentino, Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2000
Maritiamo la Suocera – comedia in vernacolo fiorentino, Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2001
La Notte del 16 Gennaio – commedia in lingua, Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Novembre 2001
L’Acqua Cheta  – commedia in vernacolo fiorentino, Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Dicembre 2002
Il Gatto in Cantina  commedia in vernacolo fiorentino, Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2003
La Piccola Città  - dramma in lingua, Firenze
Gennaio 2005
Il Vizietto – commedia in lingua, Teatro Shalom di Empoli
Gennaio 2006
Il Vizietto – commedia in lingua, Teatro Shalom di Empoli (repliche)
Giugno 2007
The Rocky Horror Picture Show – musical, SMS S.Quirico di Firenze
Marzo 2008
Il Cristo Proibito – dramma in lingua di Curzio Malaparte, Teatro Aurora di Fibbiana (Montelupo)
 
 
Spettacoli di Improvvisazione
 
Dicembre 2002
Campionato di Improvvisazione Teatrale Amatori (2° classificato) – SMS S. Quirico di Firenze
Dicembre 2003
Campionato di Improvvisazione Teatrale Amatori (1° classificato) – SMS S. Quirico di Firenze
Dicembre 2004
Campionato di Improvvisazione Teatrale Amatori (3° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Maggio 2005
Campionato di Improzac (1° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Dicembre 2005
Campionato di Improvvisazione Teatrale Amatori (3° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Febbraio 2006
Campionato Italiano di Improvvisazione Teatrale Amatori  – Reggio Emilia
Maggio 2006
Campionato di Improzac (3° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Dicembre 2006
Campionato di Improvvisazione Teatrale Amatori (4° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Aprile 2007
Campionato di Improzac (2° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Dicembre 2007
Campionato di Improvvisazione Teatrale Amatori (1° classificati) – SMS S. Quirico di Firenze
Febbraio 2008
Campionato di Improzac Firenze, spettacolo di improvvisazione teatrale – SMS S. Quirico di Firenze
Aprile 2008
Campionato Italiano di Improvvisazione Teatrale Professionisti  (1° classificati)  – Auditorium Flog di Firenze
Luglio 2008
Coppa Mercantia vari spettacoli d’improvvisazione teatrale presentati all’omonimo festival di Certaldo
 
 
 
Spettacoli di Cabaret e di Teatro per Ragazzi
 
Febbraio 1998
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Marzo 2000
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Marzo 2001
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Marzo 2002
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2003
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2004
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Dicembre 2004
Il meglio dei nostri carnevali – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2005
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2006
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Febbraio 2007
Cabaret di Carnevale – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
Marzo 2007
Colorado Cafè Warm Up – con i Soliti Soggetti, spettacolo di cabaret con lo staff di Colorado Cafè,, Milano
Giugno 2007
Panni Appesi – con i Soliti Soggetti, spettacolo di cabaret presentato in vari localiù Febbraio 2007
Febbraio 2008
Il meglio dei nostri carnevali – spettacolo di cabaret autoprodotto,  Cinema Teatro Mignon di Montelupo
 
 
Letture
 
Giugno 2002
Letture dal Decamerone – letture scelte per il teatro di strada, a Montelupo Fiorentino
Dicembre 2006
Luisona Day – letture scelte da libri di Stefano Benni, al pub Elliot Braun di Firenze
 
Cinema
 
Luglio 2006
Falsi d’Amore – corto cinematografico prodotto dalla Scuola di Cinema Immagina, per la regia di Giuseppe Ferlito
 
Programmi Televisivi

 
2005
Non ci sono Santi in Paradiso… programma di satira politica, 12 puntate su Toscana TV
2006
Non ci sono Santi in Paradiso… programma di satira politica, 12 puntate su Toscana TV
2007
Non ci sono Santi… Cafè programma di cultura e satira, 36 puntate su Toscana TV
Improzac – puntata zero per l’emittente Comedy Paramount
SevenShow – con i Soliti Soggetti – programma di cabaret, 20 puntate su Italia7 Gold e Sky Show
Tribbù – con i Soliti Soggetti – programma di cabaret, 1 puntata su RaiDue
 
 
Pubblicazioni
 
Febbraio 2008
E Guardo il Mondo da uno Blog – raccolta di articoli pubblicati sul mio blog personale, http://schifanoiastreet.blog.tiscali.it
 
 
Insegnamento
 
Ottobre 2008
Insegnante dei Corsi di Avviamento ai Match di Improvvisazione Teatrale – proposti a Firenze ed Empoli dalla Lega Improvvisazione Firenze
Insegnante dei Corsi di Avviamento ai Match di Improvvisazione Teatrale – proposti alle scuole superiori della provincia di Firenze dall’associazione AreaMista